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America oggi - Sicilia: alla scoperta del posto più bello del mondo
11 May 2014

America oggi - Sicilia: alla scoperta del posto più bello del mondo

Niccolò d’Aquino
ndaquino@americaoggi.net

«NESSUNOcapita in Sicilia per caso». È una verità che Dario Ferrante ha ben chiara in testa ormai da molti anni. «In Sicilia si è sempre arrivati seguendo volutamente l’onda lunga delle memorie storiche e culturali: monumenti straordinari, opulente chiese barocche, città d’arte, capolavori di pittura e scultura. Senza dimenticare la notevole quantità di siti archeologici che l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità. «Oppure ci si va per una passione naturalistica e ambientale» dice da Palermo il Ceo di Tour Plus, società che da 15 anni si occupa di incoming turistico. «Perché la Sicilia, lo sappiamo, è davvero bella». Dopo la laurea e la specializzazione in lingue Ferrante è subito entrato nel mondo del turismo. «È come una malattia» ride. «Ne fui contagiato quando giovanissimo mi venne chiesto di accompagnare un gruppo di turisti nel Sudest asiatico. Da allora ho sempre lavorato in questo campo, ricoprendo e provando tutte le sue specializzazioni. È in questo modo, viaggiando e facendo viaggiare gli altri, che sono arrivato alla consapevolezza che la Sicilia è il posto più bello del mondo. È da qui, da questa terra bellissima e privilegiata, che guardo lontano».

Al giorno d’oggi, però, la semplice bellezza forse non basta più. Occorre anche saperla promuovere, cercando nel contempo nuovi mercati a cui farla conoscere. Le stupefacenti spiagge siciliane possono essere certamente notevoli. «Ma sul piano del turismo balneare, quello che al momento sta facendo arrivare molti europei dell’Est, la Sicilia non è poi tanto concorrenziale rispetto ad altre realtà del Mediterraneo: da Malta a Cipro e via elencando» ammette Ferrante. Così, 15 anni dopo e con un lusinghiero flusso di clienti in costante aumento, lui si è guardato intorno e ha deciso che, sì, va bene, la fascia turistica straniera ormai fidelizzata è una bella cosa. Anche perché, detto per inciso, la clientela straniera si dipana lungo una stagionalità molto ampia, da aprile a ottobre, a differenza di quella italiana, concentrata da sempre sul classico mese e mezzo: luglio e prima metà di agosto («Ma in realtà ormai gli italiani, causa crisi, si limitano per lo più ai weekend»).
Insomma: è arrivato il momento di ampliare l’orizzonte. Su due fronti.
Primo fronte: quello geografico. Non basta più puntare quasi esclusivamente sul mercato ormai consolidato della vecchia Europa (soprattutto tedeschi e francesi). Sarebbe anche riduttivo accontentarsi dell’incremento registrato negli arrivi dei “nuovi” europei, quelli dell’Europa dell’Est. Bisogna guardare decisamente oltre Atlantico: Nord e Sud America.
Secondo fronte: quello della qualità dell’offerta. Ovvero: mirare in alto verso le vette del lusso e dell’eleganza “cinque stelle e oltre”. Che la Sicilia è in grado di offrire alla clientela più esigente. Ferrante ne è sicuro. «Il brand Sicilia non è stato ancora sfruttato al massimo delle sue potenzialità ». Per provarci, basta tentare di fare le cose nel modo giusto.
Così, visto che ormai da qualche tempo stavano arrivando richieste più specifiche da alcuni tour operator, con una clientela più di nicchia ma con la voglia di scoprire una Sicilia vera, Dario Ferrante si è inventato “Absolute Sicilia”.  Lo ha fatto mettendo deliberatamente insieme una serie di professionisti che con il turismo non avevano praticamente mai avuto a che fare. «Perché, davvero, volevo idee nuove. Tutte nel segno dell’eccellenza». La lista degli esperti è interessante e fa capire che cosa ha in mente Ferrante. L’elenco include: Barbara Morana, critica d’arte; Fabrizio Carrera che porta la sua esperienza nel mondo del vino; Bonetta dell’Oglio, chef e ambasciatore Slow Food per i prodotti siciliani nel mondo; Simone Morgana, biker, appassionato di arte e natura, passione che riporta nella creazione dei suoi itinerari; Pierfilippo Spoto, cultore del trekking relazionale; Bernardo Tortorici di Raffadali, presidente dell’Associazione Amici dei Musei Siciliani e consulente sugli itinerari all’interno dei palazzi antichi siciliani; la marchesa Eleonora Belfiore di Montaperto alla quale sono affidati i corsi di bon ton.
Dal confronto di idee e esperienze così diverse è uscita una serie di proposte raffinate che combinano eleganza con professionalità. Dal trekking al golf; dalla cucina al vino («Ma non i soliti giri lampo gastronomici: i nostri clienti devono mettere le mani in pasta, partecipare, capire»); dai corsi per fare i gelati che sono una delle specialità siciliane a, sì, corsi di bon ton gestiti da nobili siciliani. La lista dei “pacchetti” esclusivi è lunga. Per capire, farsi un giro sul sito: www.absolutesicilia.com.

Il debutto mondiale è avvenuto ai primi dello scorso dicembre a Cannes, all’International Luxury Travel Market. Ferrante, l’occhio puntato soprattutto agli Stati Uniti, pensava a una fase più o meno lunga di rodaggio. «Invece, dopo pochi mesi, sono arrivate le prime richieste e i primi contratti con tour operator. E non soltanto nordamericani,  ma anche dall’Argentina e dal Brasile.

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